" Echi d' Infinito "  

Progetto speciale

La Montagna cantata

Antonella Ruggiero

Coro S. Ilario

Coro Valle dei Laghi

Sabato 6 agosto 2005   Monti Lessini - Malga Fratte

 

I COMMENTI DOPO IL CONCERTO

 

RUGGIERO: i cori e una grande voce Sui Lessini l’esperimento (riuscito) della cantante:
                       coniugare il canto alpino con lo spirito della canzone.


di FABIO DE SANTI

TRENTO – Gli echi d’infinito sono quelli che si colgono nel labirinto avvolgente delle voci capaci di intrecciarsi e di sovrapporsi magicamente mandando i propri riverberi negli spazi del verde.
Le voci sono quelle di Antonella Ruggiero e dei due cori, Sant’Ilario e Valle dei Laghi, protagonisti del concerto di ieri pomeriggio sui Monti Lessini per la rassegna "I Suoni delle Dolomiti". Un evento che ha portato a Malga Fratte quasi cinquemila persone accorse per assistere ad una performance unica, alla prima assoluta del progetto speciale «Echi d’Infinito. La montagna cantata».
Un mare di persone ha fatto così da cornice all’esibizione della minuta cantante genovese, vestita completamente di nero, che ha creduto fortemente in questo progetto nato proprio dalla sua passione per i canti della montagna.
La scelta di Antonella Ruggiero per questi "Echi d’infinito" è stata quella di mettersi al fianco di quelle che lei stessa ha più volte definito "splendide voci". Quelle di due delle più importanti corali del Trentino come quella di Sant’Ilario,diretta dal maestro Antonio Pileggi, che ha aperto il concerto, poco dopo le 14 con "Ninna nanna Marmoleda" composizione dedicata alle Dolomiti di Fassa. I primi passaggi vocali dell’ex Matia Bazar sono quelli che tratteggiano "Fiori de cristal", da un testo di Antonia Dalpiaz, seguita da "Dormi dormi bel bambin" e da "Che cos’è" brano toscano elaborato dall’indimenticabile maestro della Sat Silvio Pedrotti.
La soffice "Ninna Nanna" chiude la prima parte del concerto lasciando la scena al Coro Valle dei Laghi che inizia la sua esibizione con i profumi argentini di "Emigrante" una composizione che materializza il ricordo dei tanti trentini andati in terra d’America.
Alle venti voci dirette da Paolo Chiusole si affianca poi la Ruggiero che regala subito una delicata esecuzione della poesia friulana "Maggio" seguita dalla vivace "O Carlota" da "Fiabe". Lo sguardo delle voci dai Monti Lessini va a posarsi sulla Sardegna di "No potho reposare". Gli applausi del pubblico entusiasta accompagnano la parte finale di "Echi d’Infinito" che riserva alcuni classici della tradizione corale trentina con entrambi i cori pronti a cantare insieme ad Antonella Ruggiero iniziando da "Corale cantico". Una composizione della cantante genovese che la Ruggiero ha armonizzato calibrandola proprio per le voci maschili di questo evento.
L’emozione diventa palpabile davanti all’esecuzione della leggendaria"Valsugana" seguita dalla romantica "Serenata a Castel Toblin", composizione scritta da Pigarelli nel 1926 e da "Io vorrei" dedicata ad Arturo Benedetti Michelangeli.
Il clima è quello di grande complicità ma soprattutto di divertimento fra i coristi e la Ruggiero che regalano intense versioni di "Quel mazzolin di fiori" e dell’immancabile "La Montanara".
Poche le parole di Antonella Ruggiero, se non quelle di gioia rivolte ai presenti e di omaggio ai suoi compagni d’avventura in questo progetto, ma prima di eseguire la sua "Occhi di bambino" non si sottrae alla dedica per "tutti i bambini del mondo costretti spesso a vedere cose brutte a cui non dovrebbero mai assistere". Le sfumature del verde macchiate in ogni dove di gente si mescolano poi con il brano scelto per il bis con una delicata e profonda esecuzione di "Signore delle Cime".
Ma l’affetto della folla spinge i protagonisti di "Echi d’infinito" a riproporre "Occhi di bambino" prima dell’ultimo saluto. Comprensibile la soddisfazione degli organizzatori di questo concerto, in primis la Trentino S.p.a, in questo caso appoggiata dal Comune di Ala e dall’Apt di Rovereto e della Vallagarina, legato ad un progetto che, come ci ha spiegato Paolo Manfrini anima dei Suoni delle Dolomiti, "non solo si trasformerà in un cd ed in un DVD a testimonianza di questo pomeriggio ma girerà ora l’Europa e il mondo nel segno di questa collaborazione fra i cori trentini e la Ruggiero".

IL FASCINO DEI SUONI

Oltre 25mila persone ai concerti sulle Dolomiti

Con il concerto di sabato scorso sulle Pale di S. Martino... si è chiusa l' edizione 2005 dei " Suoni delle Dolomiti ". Una serie di concerti in alta quota che ha portato musica e parole ad immergersi nei paesaggi naturali del Trentino con artisti provenienti da tutto il mondo.

Con Paolo Manfrini, una delle anime, insieme a Chiara Bassetti, dei Suoni delle Dolomiti abbiamo provato a tracciare un bilancio dell' edizione 2005 del Festival ...

Quali sono gli eventi che resteranno nella sua memoria?

" Mi ha particolarmente emozionato il concerto di Stefano Bollani che accanto ad altri musicisti ha proposto un omaggio a Fosco Maraini. Poi senza dubbio il concerto che sui Lessini ha avuto come protagonista la Ruggiero accanto a due cori trentini come il Valle dei Laghi e il S. Ilario."

Lei ha citato due progetti pensati proprio per I Suoni delle Dolomiti.

" Infatti si tratta di due eventi che nascono dall' input del nostro festival colto poi da due artisti come Bollani e la Ruggiero. Gli " Echi d' infinito " diventeranno ora cd e dvd oltre che ad essere riproposti in un tour i cui dettagli devono essere ancora definiti. "...

In un quadro cosi' roseo quali priorità si impongono per il futuro del Festival ?

" L' aspetto che ci preme di più è il rapporto con l' ambiente nel quale portiamo gli eventi. Non è una questione meramente legata alle cifre o al numero degli spettatori, anche perchè ad esempio per la Ruggiero    sui       Lessini c' erano oltre quattromila persone, ma proprio allo spirito con cui è nato ed è cresciuto questo festival."

In quali direzioni vi state muovendo allora per l' edizione targata estate 2006 ?

" Quella dei grandi interpreti, con sempre maggior spazio per la nostra identità culturale e musicale ... appunto quest' anno con la Ruggiero che ha intrecciato la sua voce con due corali trentine. Questa mi sembra la direzione giusta. "

Da L' Adige

 

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LUNEDI' 7 NOVEMBRE 2005  MILANO - PICCOLO TEATRO STREHLER

ANTONELLA E I CORI, UN TRIONFO

Oltre 600 spettatori al Teatro Strehler di Milano

TRENTO – Diventerà presto un CD e un DVD lo spettacolo che ha avuto come protagonisti lunedì scorso a Milano, Antonela Ruggiero e i cori S. Ilario e Valle dei Laghi. La cornice meneghina per "Echi d'infinito" è stata quella dello Strehler che nell' occasione è diventato un importante palcoscenico per un progetto che ha radici tutte trentine. Nel cartellone del "Piccolo" "Echi d'infinito" realizzato e proposto per la prima volta nell' ambito dei Suoni delle Dolomiti, è stato inserito nella Rassegna "Canzoni d' autore".

Oltre 600 gli spettatori che hanno assistito al concerto di Milano che ha rappresentato la seconda tappa di un percorso cominciato la scorsa estate in una conca naturale sui Monti Lessini. Sullo sfondo in questo caso non c'erano certo i verdi prati, le montagne e i boschi trentini, ma le armonie che hanno fatto vibrare il teatro, conquistando il pubblico.

Allo Strehler sono così risuonate le note di "Ninna nanna Marmolèda", "Fiori de cristal", "Dormi dormi bel bambin" del Coro S. Ilario guidato dal M°Antonio Pileggi e quelle di "Rifugio bianco", "Maggio", "Fiabe" e altre composizioni proposte dal Coro Valle dei Laghi del M° Paolo Chiusole.

"Un desiderio coltivato a lungo" ha raccontato al pubblico l'ex Matia Bazar e forse per questo i suoi inserti vocali sono sembrati giungere da lontano, quasi rispettosi, senza però mai sottrarsi dallo sfruttare a pieno le doti canore, straordinariamente duttili e mobili.

L' unione dei due cori in un' unica formazione di oltre cinquanta voci ha infine concluso l' esibizione con la proposta di alcuni classici del Trentino e della montagna come "La Valsugana", "La Montanara", " Quel mazzolin di fiori", "Serenada a Castel Toblin" e con la presentazione di alcune canzoni della Ruggiero armonizzate per coro da Stefano Barzan.

Da L'Adige 14 novembre 2005

 

                mercoledi' 21 dicembre  2005 rovereto                     auditorium melotti - mart

MAGIE DI NATALE ALL'AUDITORIUM

Mercoledì sera il teatro del MART gremito per ascoltare i canti della nostra tradizione

         Fabio de Santi - Sono le avvolgenti atmosfere natalizie di composizioni tradizionali quali "Adeste fideles" o "Oggi è nato in una stalla" la prima cosa da riportare alla memoria del concerto di mercoledì all'Auditorium Melotti. Una serata magica che gli spettatori che hanno gremito il teatro roveretano ricorderanno a lungo per l'intensità data al dipanarsi dei brani da Antonella Ruggiero e dalle corali S. Ilario e al Valle dei Laghi.

Ad aprire il concerto il Coro S. Ilario con "Oh Mistero" raggiunto poi sul palco dalla minuta cantante che dona subito il suo timbro vocale a "Fiori de cristal"... Al direttore della corale lagarina il maestro Antonio Pileggi il compito di presentare il susseguirsi dei brani accanto ad un'Antonella Ruggiero silenziosa e come da suo carattere timida quasi non fosse la sua la voce incantevole per tutti...

La scena viene poi occupata dal Coro Valle dei Laghi che inizia la sua esibizione con i profumi di "Rifugio Bianco". Alle voci dirette da Paolo Chiusole si aggiunge poi la Ruggiero che tratteggia le armonizzazioni di "Maggio", "Fiabe" e "No potho reposar"...

I due cori si dispongono insieme sul palco del Melotti quasi a racchiudere la minuta cantante dalla grande voce per dare vita ad un crescendo che entusiasma la platea.

Fra le due corali trentine e la Ruggiero, che hanno creduto in questo progetto particolarissimo, l'intesa è grande come dimostra la perfezione di "Io vorrei", nell' armonizzazione di A.B.Michelangeli e di un grande classico come "La Montanara".

Al termine dell'esibizione l'assessore Tiziano Mellarini, il sindaco di Rovereto Guglielmo Valduga e il presidente della Federazione Cori del Trentino Sergio Franceschinelli hanno consegnato ad Antonella Ruggiero e ai direttori dei due cori le Farfalle del Trentino. 

Da L'Adige del 23 dicembre 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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