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Coltivare la Pace a Beit Jala

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 La pietra è l’elemento naturale maggiormente carico di significati in Israele: il paesaggio, i monumenti, le tombe sacre, ma anche la guerra delle pietre ed i muri che stanno dividendo e logorando uno degli angoli più controversi al mondo. Ma la pietra può diventare anche un simbolo di speranza e di pace, e con questo spirito a Beit Jala, piccolo comune palestinese vicino a Betlemme, una prima pietra ha reso reale il progetto di solidarietà che coinvolge accanto alla municipalità locale anche la Provincia autonoma di Trento e l’associazione trentina Pace per Gerusalemme.
Si tratta della costruzione di un centro dedicato ai giovani oggi privi di spazi di aggregazione e che nella nuova struttura potranno svolgere attività sociali e culturali. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio di due piani, ciascuno di superficie pari a circa  400 metri quadrati. Saranno ospitati un ufficio, una sala riunioni, una cucina, una sala musicale ed altri vani accessori. 
 
Nel suo complesso il progetto prevede anche la realizzazione di un teatro, ma questo fa parte di una eventuale fase successiva. L'oggi vede intanto decollare un'iniziativa in sé piccola, ma nella quale le autorità locali ripongono molte aspettative. Raji Zeidan, sindaco di Beit Jala, non ha dubbi: “Solo i giovani possono aiutarci a costruire un mondo diverso, ma ai giovani bisogna offrire opportunità per crescere culturalmente e coltivare i valori della pace e della solidarietà”.

“Siamo una piccola terra - ha spiegato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, durante la cerimonia inaugurale del cantiere - ed i nostri interventi di aiuto sono piccoli, ma molto concreti. Ecco perché i progetti che sosteniamo sono accompagnati da persone che operano nell'ambito del nostro associazionismo”. Nel caso specifico, il progetto - che è stato finanziato (spesa 300 mila euro) dall'Assessorato all'emigrazione e solidarietà internazionale retto da Iva Berasi - sarà seguito dall'associazione Pace per Gerusalemme il cui presidente, Renato Penner, ha firmato con l'amministrazione comunale di Beit Jala un'intesa relativa alla costruzione e soprattutto alla gestione del Centro giovanile all'interno del quale opererà, tra gli altri, un gruppo teatrale che si sta specializzando per il recupero di situazioni di disagio.

Nonostante la grave situazione, la voglia di vivere e di superare un conflitto che ha ormai logorato tutto si percepisce ancora nel contrasto stridente fra mercati affollati e fili spinati, fra posti di blocco e folle di fedeli che raggiungono luoghi di culto contesi. E resiste anche un'attività di artigianato tradizionale i cui prodotti sono veicolati attraverso forme associative e di cooperazione che perseguono il riscatto dei deboli, le donne in primo luogo e, ancora una volta, quei ragazzi che si incrociano numerosi nelle strade e nelle piazze dove lavoretti ed espedienti li derubano del diritto a un'istruzione.
 
“Più si investe su di loro - ha commentato il presidente Dellai chiudendo la cerimonia alla quale hanno preso parte tra gli altri anche il ministro alle autonomie locali, Ziad Al Bandak ed il console generale d'Italia a Gerusalemme, Luciano Pezzetti - più si investe nel futuro ed anch'io mi auguro che questa prima pietra sia simbolicamente un modo nuovo di costruire, per realizzare ponti che uniscono e non più muri che dividono”.

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19/05/2009

LA PARTENZA

Ci siamo, fra cinque ore si parte con destinazione Beit Jala. I due segretari del coro S. Ilario, quello organizzativo (Roberto) e quello amministrativo (Graziano) rappresenteranno il coro in occasione dell'inaugurazione del nuovo Centro Giovanile a Beit Jala.
Costruito con il finanziamento della Provincia Autonoma di Trento grazie all'impegno dell'associazione Pace per Gerusalemme nata nel 2001 e di cui anche il coro è uno dei fondatori.
Era il giugno del 2000 quando a Rovereto sul colle di Miravalle arrivò una delegazione del futuro "Stato Palestinese" per consegnare all'allora reggente Pietro Monti la bandiera e sottoscrivere il protocollo di adesione alla Fondazione Opera Campana dei Caduti. La bandiera e la delegazione vennero accolti dal canto del coro S. Ilario.
Ai primi di settembre il coro partecipò all'iniziativa "L'Italia per Betlemme 2000" dove Associazioni e persone a vario titolo e di varie arti invasero la Palestina con concerti, gastronomia, mostre e tanta amicizia. La Pace sembrava cosa fatta ed invece poche settimane dopo il rientro scoppiò la seconda Intifada.  
Il coro si esibì in alcuni concerti a Gerusalemme, Ramallah e Beit Jala. Qui il Trentino allargò la sua amicizia ed il suo impegno.
Dopo nove anni si realizza il sogno di questa popolazione: un Centro giovanile dove cercare di ricostruire il tessuto sociale di una popolazione pacifica, ospitale e cordiale.
 
Questo in sintesi rappresenta il nostro viaggio, avremmo voluto che tutto il coro potesse ritornare a Beit Jala e cantare la Pace a nome di Rovereto "Città della Pace" e di tutta la coralità trentina, ma questo è un desiderio che cercheremo di realizzare un pò più in la nel tempo.
 
A risentirci da Beit Jala.
 
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20/05/2009

01.     02.     03.      04.    05.

01. La prima immagine di Roberto dopo l'arrivo in Palestina  02. Momenti di vita quotidiana  03. Betlemme -  Piazza della Natività  04. Il muro tristemente famoso (il bambino raffigurato è riprodotto sul muro della ex-Bimac di Rovereto)  05. Una porta simbolica (Roberto e Graziano)

 

Ciao a tutti quelli che ci leggono. Eccoci con un primo contatto da Beit Jala.

Ieri il viaggio è stato perfetto e nella semplice normalità.

L' impatto all' arrivo all' aereoporto è legato subito, lungo il corridoio di uscita, ad un controllo di un compagno di viaggio ed un piccolo interrogatorio volante che ci mette un pò in apprensione.
Dall' areoporto partiamo con due pulmini verso Beit Jala, attraversando la periferia di Gerusalemme.
Il primo impatto 9 anni dopo sono l' enorme quantità di case e palazzi nuovi che sono stati costruiti. Il secondo aspetto è l' impressionante e caotico traffico automobilistico. Subito fuori Gerusalemme imbocchiamo la strada che ci porta a B. J. ed in Cisgiordania, superando un posto di blocco senza nessun controllo. Scompare il traffico automobilistico che però ritroveremo sulle strade attorno a B. J e Betlemme.
 
Arriviamo all' albergo Nativita di B. J. e subito io e Graziano ci immergiamo nella cittadina con direzione Betlemme. Anche qui ci colpiscono il traffico e le numerose costruzioni nuove. Giulia ci spiegherà che dopo la seconda intifada moltissimi edifici erano bruciati e lesionati e sono stati ricostruiti.
La cena l' abbiamo consumata in un piccolo ristorante, (che si trova nel vicolo a Sx arrivando da Piazza della Pace verso la Piazza della Mangiatoia, penso che molti coristi lo ricordino sopra al bar dove bevevamo un buon caffè all italiana  che non c'è più ed è stato sostituito da un supermercato) con piatti locali a base di ceci.
 
Questa mattina abbiamo visitato Betlemme ed il suo mercato.
 
Dopo il pranzo ci recheremo a visitare un campo profughi e  il famoso muro che circonda anche B. J.
 
In serata incontreremo le associazioni locali per verificare nuovi progetti.
 
Come sempre un grazie a chi ci legge e a risentirci presto.

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21/05/2009

06.     07.     08.

06. La Moschea di Omar  07. Il Muro del Pianto  08. Il gruppo al S. Sepolcro

 

E' difficile rendere l' idea di quello che abbiamo visto oggi. Questo muro di cemento altissimo che circonda B. J. che ad ogni angolo e congiunto da una torretta militare da dove gli israeliani controllano ogni movimento e poi una miriade di telecamere.
 
Le immagini ed i filmati che vediamo non rendono completamente l'idea, quando lo vivi fisicamente molti di noi hanno pensato che questo popolo vive in un grande campo di concentramento.
I murales che vi hanno disegnato sopra rendono perfettamente l'idea della disperazione e l' ironia nella speranza di superare questa barriera.
 
In serata l' incontro con le associazioni di B. J. affinchè il centro non resti una scatola vuota. Da parte loro c'è molta buona volontà molte buone idee ed un alta aspettativa di collaborazione . Vedremo di aiutarli tutti assieme.
 
Oggi ci aspetta la città di Gerusalemme ed il Museo dell' Olocausto.
 
Un saluto a tutti.
 

Ecco il resoconto odierno da Gerusalemme.

 
Iniziamo la giornata con la visita all' orto degli ulivi. Tutto e stato riordinato rispetto a 9 anni fa. Proseguiamo con la chiesa adiacente e a seguire la Chiesa della Tomba di Maria. Sulla ripida discesa ritroviamo l'anziano arabo con lo stesso cammello di 9 anni fa', e'sempre uguale e chiede sempre il solito Euro per la foto di rito.
Dopo queste visite ci addentriamo nella città vecchia entrando nel quartiere arabo. Le vie non sono particolarmente affollate ed i rumori i profumi ed i colori del mercato ci affascinano. La presenza della polizia israeliana non  ci sembra cosi' pressante. Arriviamo al S. Sepolcro e qui c'è molta gente. Dopo la visita ci concediamo il pasto su una splendida terrazza dominante la città. Proseguiamo verso il muro del pianto passando per un ceck point senza grosse difficoltà. Il piazzale adiacente al muro ci porta alla spianata delle Moschee non prima di avere sostato ad un nuovo ceck point. Tutto e molto più controllato di 9 anni fa. Ci colpisce la giovane età della polizia israeliana sia maschile che femminile. Le moschee non sono più visitabili dai non mussulmani e ci viene fatta fretta perchè alle quattro e' l' ora della preghiera.
Usciamo dalla moschea e mentre alcuni di noi proseguono la visita al mercato io e Graziano torniamo al Muro del Pianto.
 
Naturalmente ripassiamo il ceck point e l' impressione e' che la polizia sia aumentata notevolmente. Usciamo per visitare il quartiere armeno ed anche in citta' troviamo molti poliziotti. Sopra di noi volteggia con insistenza un elicottero militare e ci domandiamo se sia successo qualche cosa. Apprendiamo che le entrate nella citta' vecchia sono bloccate dalla polizia e che per riprendere l'autobus che ci porterà al Museo dell'Olocausto siamo costretti a fare un lungo giro a piedi esterno alle mura fino all'Orto degli Ulivi.
Con un'ora di ritardo sul programma previsto raggiungiamo l'autobus e decidiamo di rinunciare alla visita al museo che compiremo nei prossimi giorni.
 
Durante il tragitto a piedi in ogni angolo della strada incontriamo poliziotti in tenuta antisommossa. Il motivo di tutto questo grande dispiego di forze e' dovuto semplicemente al fatto che questa sera ci sarà la festa per la ricorrenza della riconquista della città vecchia da parte di Israele.
 
Ciao a tutti e a risentirci domani.

 

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22/05/2009

09.   10.

09./10. Sulla strada verso il Monastero del Monte Saba

 

Oggi abbiamo visitato la Palestina fatta di territorio arido, di pastori pecore e colonie israeliane. Per primo il monastero ortodosso del Monte Saba. Una splendida costruzione in mezzo al deserto abitata da 15 monaci il cui accesso e' vietato alle donne. Infatti all'interno noi uomini abbiamo potuto vedere la tomba di S. Saba e la chiesa finemente decorata. La domanda che ci e' sorta è: " per chi tutto questo sfarzo???"
 
Siamo poi saliti sul Monte di Erode dove abbiamo potuto visitare gli scavi in atto per cercare la tomba dove si troverebbe sepolto Erode il grande.
La cosa che piu' ci ha colpito sono state le numerose colonie ebree distribuite a macchia di leopardo sul territorio Palestinese che circondano il monte Erode. Colonie ricche di acqua e piantagioni di olivi.
Abbiamo poi pranzato in un piccolo ristorante palestinese assaporando i gusti della loro cucina.
 
Siamo poi ripartiti fermandoci in un campo profughi, del quale non ricordo il nome, dove alcune donne ci aspettavano per farci visitare la chiesa di San Giorgio. Il Santo del drago caro sia alla religione cristiana che araba. Anche qui bellissime decorazioni con splendidi colori luminosi.
 
Piu' tardi abbiamo assistito alla cerimonia di consegna dei diplomi di maturita' nella scuola di carita' araba Hope.
Tra i ragazzi c'era anche il nipote di Giulia la nostra palestinese di B. J.
 
Domani ci aspetta il Lago di Tiberiade ed il nord della Palestina. Al ritorno vi racconteremo altre cose assieme alle foto.
 
Un caro saluto a tutti voi e buon fine settimana.

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23/05/2009

11.    12.      13.      

11. La Moschea di Acri  12. Mucche  13. La città di Haifa

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24/05/2009

   14.     15.      16.      17.

18.

14. Monastero di S.Giorgio a Gerico  15. Autobus palestinese  16. Ceck-point nella città vecchia di Hebron 17. A cena ospiti di Beit Jala 18. Il saluto al sindaco di Beit Jala, Raji Zeidan

Sabato e domenica li abbiamo dedicati al riposo ed il turismo recandoci al Lago di Tiberiade, al Monastero di S. Giorgio e la città di Gerico, La città di Akko nota come città dei Templari ed il Mar Morto con un bagno particolarmente salato e galleggiante.

Ieri una nuova esperienza, un viaggio sul pullmann palestinese con destinazione Hebron. E' forse la città più difficile dopo Gaza. Qui abbiamo trovato una forte militarizzazione, telecamere in ogni dove. Le cose che ci hanno più colpito sono state alcune vie dei mercati coperte da reti metalliche per evitare le pietre, le immondizie di ogni sorta, escrementi e quant'altro venga lanciato dai coloni ebrei che hanno occupato vecchie abitazioni all'interno della città. Abbiamo visitato la Moschea della città dove c'è la tomba di Abramo divisa a metà con la Sinagoga ebrea. Per entrare in ambe due i luoghi abbiamo dovuto sottostare a rigorosi controlli. Nell'interno di questi bellissimi luoghi di culto sono dislocate molte telecamere che riteniamo profanino il diritto di un popolo alla preghiera.

In serata abbiamo reincontrato le associazioni e come componenti del Coro S. Ilario abbiamo proposto in collaborazione con il Minicoro, la creazione a Beit Jala di un coro di bambini di qualsiasi religione che cantino la pace.  Al termine dell'incontro gli scout locali ci hanno proposto un piccolo assaggio di danze popolari palestinesi. Siamo quindi andati a cena in un centro sociale delle donne dove abbiamo reincontrato il sindaco di B. J. che ci ha accolti con il nostro triangolino sulla camicia ed in maniera molto festosa. Ci ricorda molto, ha una grande stima della nostra amicizia e si e' fatto promettere da Renato Penner (presidente di Pace per Gerusalemme) che al termine del secondo lotto cioè la realizzazione del Teatro, l'inaugurazione di questo avverra' con i canti del Coro S. Ilario.

Oggi finalmente e' il grande giorno e cioe' l'inaugurazione del centro giovanile alla presenza del Presidente della giunta regionale Lorenzo Dellai e dell'assessore alla cooperazione Lia Giovanazzi Beltrami. Per la loro comunità e' un traguardo importante; ora sta a noi, aiutare questa comunita' a riempire questo centro di progetti importanti per il futuro della citta' di B.J. ed i suoi giovani.

 

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25/05/2009

Provincia Autonoma di Trento comunicato nr. 1607 del 25/05/2009

Domani a Beit Jala l'inaugurazione del Centro giovanile realizzato con l'aiuto della Provincia di Trento
IL SOSTEGNO TRENTINO PER UNA CULTURA DI PACE


(g.p.) - Gerusalemme. A poco meno di un anno dalla posa della prima pietra, si svolgerà domani mattina a Beit Jala l'inaugurazione del Centro giovanile realizzato grazie al sostegno della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di un'opera che riveste una particolare importanza nel processo di costruzione della pace fra arabi ed israeliani, perché si rivolge in particolare ai giovani chiamati a realizzare in quel luogo iniziative culturali e sociali in grado di avvicinare i due popoli. Alla cerimonia parteciperà anche una delegazione trentina, guidata dal presidente della Provincia autonoma, accompagnato dall'assessore provinciale alla solidarietà internazionale, e dal presidente dell'Associazione trentina "Pace per Gerusalemme".

Il Centro è stato costruito nell’area pubblica che porta il nome di “giardino della pace”, con l’obbiettivo di farlo diventare un punto di incontro per la comunità e per lo scambio culturale tra i due popoli.
A seguire questo processo sarà chiamata l’associazione Pace per Gerusalemme che si è già impegnata per la realizzazione del centro. L'amministrazione comunale di Beit Jala intende ora realizzare un teatro sociale (capienza 800 persone) per completare il progetto di un unico centro culturale dove sono raggruppati giardini pubblici, biblioteca, centro giovanile e teatro appunto. Il centro servirà tutto il distretto di Betlemme con l’obiettivo di offrire alle associazioni l’occasione per poter organizzare attività culturali, informazione, grandi incontri sociali.

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26/05/2009

19.     20.       21.      22.

19. Il saluto del sindaco di Beit Jala, Raji Zeidan con la nostra amica Giulia 20. Il Presidente della Provincia Autonome di Trento, Lorenzo Dellai porta il saluto della comunità trentina 21. Il presidente dell' Associazione "Pace per Gerusalemme", Renato Penner  22. Il futuro teatro

Ciao a tutti,
breve resoconto dell'inaugurazione del centro giovanile. 
 
Oggi alle 10.00 ora locale alla presenza del presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai, del sindaco di B. J. Raji Zeidan, dell'assessore alla Cooperazione Lia Giovanazzi Beltrami, del Console Italiano in Palestina, del consigliere Provinciale Giorgio Lunelli e' stato inaugurato il Centro Giovanile finanziato dalla Pat e costruito grazie all'impegno dell'associazione Pace per Gerusalemme. La costruzione e' stata realizzata in un solo anno da artigiani locali in maniera sobria ed elegante ma nel contempo molto funzionale. L' impegno assunto ora dal presidente Dellai, a nome della comunita' Trentina, e' stato quello di finanziare la costruzione del teatro per il completamento del centro.
Non vi nascondiamo  un po' di emozione nell'entrare nel centro e vedere  in bella mostra appeso alla parete, il quadro  che a nome del coro S. Ilario abbiamo donato alla comunita' e contenente la foto della nostra visita effettuata nel 2000 e la foto del concerto del 30 agosto 2008 (Da Castel Dante a Maria Dolens) alla Campana dei Caduti. Dentro di noi era presente nel contempo anche l'orgoglio per aver collaborato a realizzare un sogno per la popolazione di B. J.
 
Domani rientriamo a Rovereto con una valigia piena di amicizie, di speranze, di relazioni e progetti da concretizzare nel prossimo futuro. Certo la convivenza tra i popoli e' ancora lontana ma ogni granello che riusciremo a raccogliere contribuira' a far crescere la collina della Pace.

 

Inaugurato il centro culturale a Beit Jala

Quattrocento metri quadrati suddivisi in cinque grandi ambienti coi relativi servizi: ecco il nuovo centro culturale di Beit Jala, città palestinese dove oggi è stata raggiunta una meta importante nel lungo percorso di pace che vede impegnato il nostro Paese. Questa mattina l'edificio è stato inaugurato dal sindaco, Raji Zeidan e da Lorenzo Dellai 

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23. Da sx l'assessore Beltrami, tra un assessore comunale ed il sindaco di Beit Jala il presidente Dellai, Renato Penner  24. Il momento del taglio del nastro  25. Da sx Renato Penner, il console generale Luciano Pezzotti e il presidente Lorenzo Dellai (Ufficio stampa della Provincia di Trento)


BEIT JALA - "Questo è un piccolo contributo - ha detto Dellai - alla politica che da sempre il nostro Paese dà alla pace ed allo sviluppo di questa regione. Condivido le parole del sindaco: non c'è futuro senza pace, senza rispetto dei diritti di tutti. Ma, accanto all'azione delle istituzioni nazionali ed internazionali, penso che sia molto importante che anche le comunità locali costruiscano misure di condivisione. In questo quadro si inserisce la collaborazione di cui oggi festeggiamo un primo importante avvenimento".
Dopo aver espresso soddisfazione per la velocitá con la quale sono terminati i lavori (la posa della prima pietra risale a meno di un anno fa), Dellai ha confermato l'impegno a terminare il progetto che prevede la realizzazione del teatro adiacente al centro inaugurato oggi. "Sono iniziative - ha spiegato Dellai - che si inseriscono nel quadro delle attività che la Provincia autonoma di Trento promuove nel campo della cooperazione internazionale e che sono seguite dall'assessore Lia Beltrami che è qui con me. Lasciatemi dire pero' che i muri sono importanti ma da soli non bastano per costruire una comunità. Ecco perchè è ancora più importante impostare il rapporto di collaborazione che sta crescendo tra le associazioni trentine, in particolare dell'associazione Pace per Gerusalemme e quelle qui operanti. Porterà ad una reciproca comprensione e renderà possibili tanti altri progetti."
Dellai ha poi detto che è importante che il centro inaugurato oggi mantenga una forte connotazione culturale: "Nelle situazioni difficili - ha detto - non c'è futuro senza un forte investimento in cultura, la sola che può far superare gli scontri e le divisioni. Ed è ancora più importante che questo centro sia rivolto ai ragazzi. Qui dentro troveranno modo di amare la democrazia e di poter guardare con fiducia al futuro. Speriamo che investire nelle nuove generazioni aiuti le vostre comunità a trovare la via della pace e della convivenza". (Provincia)

da L'Adige 26/05/2009 16:26

 

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28/05/2009

IL RITORNO

Ciao a tutti, 
questo messaggio non vi arriva direttamente da Beit Jala ma da Rovereto. Questa mattina alle ore 1.00 siamo arrivati a Rovereto dopo un lungo viaggio ed un' ultima visita al Museo della Memoria di Gerusalemme. Su questo museo, completamente rinnovato rispetto al 2000 ed altamente tecnologico, solo una brevissima riflessione: "Come può l'uomo perpetrare la sofferenza di un'altro uomo avendo vissuto direttamente questa sofferenza ??"
Il viaggio di rientro è andato tutto bene; le solite formalità all'aeroporto di Tel Aviv, qualche valigia aperta con sospetti sul fango del Mar Morto ed alcune piastrelle di ceramica per il sottoscritto.
Il gruppo che ha avuto l'opportunità di partecipare, ha potuto conoscere molti aspetti che un normale turista non può conoscere. Appena possibile riordineremo le idee e vi racconteremo quanto vissuto.
A voi che ci avete letto e che avete condiviso dalle vostre case questo nostro viaggio in Palestina un grazie ed un invito a fare vostre le richieste che vengono da quella splendida terra ricca di storia, di bellissime città ma soprattutto di bambini, donne e uomini bisognosi di pace, amicizia e dignità umana.
 
Ciao da Roberto, Graziano e tutto il gruppo partecipante.