L'evento alla Campana

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Musica e poesia per non scordare la Grande guerra |
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di Linda Vicentini «Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico. La voce che li
comanda è la voce del loro nemico. E chi parla del
nemico è lui stesso il nemico». Inizia così l'evento
musicale di ieri ( nella foto di Marco Dandrea )
all'anfiteatro della Campana dei Caduti, inserito
nell'ambito dei «Novant'anni dalla fine della Grande
Guerra», con una verità, scritta nel 1925 dal poeta e
scrittore Bertold Brecht, talmente sincera e semplice da
divenire difficile da accettare. È il primo di una
serie di letture che, interpretate con emozione da Elisa
Da Costa, hanno scandito i brani musicali proposti dai
cori Monte Cimon di Miane (Treviso) e Sant'Ilario di
Rovereto, dalla soprano Tania Bussi e dall'Orchestra
Filarmonica Italiana di Piacenza diretta dal maestro
Giovanni Veneri. Ad accompagnare, al pari di uno
strumento musicale o di una voce, immagini, visioni in
certi momenti, tratte dagli archivi fotografici e
cinematografici storici, fatte dialogare dal vivo da
Massimo Vicentini e Micol Cossali. Ciò che si è voluto
realizzare ieri sera è memoria del passato, ma una
memoria capace di essere proposta concreta per il
presente ed il futuro. Ad essere ricordate infatti non
solo la drammatica esperienza della Prima guerra
mondiale ma, in forza di questo ricordo, anche i
conflitti che ora, in questo momento, si combattono nel
mondo e che si combattono sulla vita dei popoli. Alcuni
dati in questo senso sono ricordati ancora in apertura
al pubblico, numeroso, che siede sulle gradinate. Dati
ai quali non occorre aggiungere molto altro: nei
conflitti attualmente presenti i civili rappresentano il
95% delle vittime, di questi il 34% sono bambini (dati
forniti da Emergency). In una serata di musica e poesia
anche il silenzio ha trovato il suo posto naturale. Nel
silenzio, sottolineato dai grilli del colle, la Campana
si è risvegliata al suo consueto appuntamento:
l'emozione del risveglio di un «gigante» e il suo
successivo riaddormentarsi lento anche questo è poesia,
emozione. Anche questo, raccontando il passato, parla di
un presente e futuro che può essere immaginato, creato,
ascoltato. da L'ADIGE 01/09/2008
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Orchestra e cori per far sentire la guerra ancora più lontana
A Rovereto circa duemila persone per l'intensa serata organizzata alla Campana dei Caduti
ROVERETO. Circa duemila persone a Rovereto, ai piedi della Campana dei Caduti, hanno assistito alla serata speciale "Da Castel Dante a Maria Dolens: un cammino per la pace", sul Colle di Miravalle. Manifestazione originale, oltre che bellissima per ricordare i 90 anni dalla fine della Grande Guerra. Ad anfiteatro il pubblico, con Ungaretti e Quasimodo nell' aria e le luci dei fari che rendevano ancora più alta e spettrale Maria Dolens, l'Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Giovanni Veneri, il Coro S. Ilario diretto da Antonio Pileggi, il Coro Monte Cimon di Miane (Treviso) diretto da Paolo Vian e la soprano Tania Bussi hanno dato vita a un concerto solenne e commovente. Una manciata di canzoni alpine dapprima, e sui pilastri che reggono la Campana i fotogrammi di sangue e di neve della Grande Guerra (l'intervento video era di Micol Cossali e Massimo Vicentini); la struggente "Canzone fra le guerre" scritta da Antonella Ruggiero poi, i cento rintocchi di Maria Dolens. Brividi nel cuore e sulla pelle della marea silenziosa, esplosa alla fine in un lunghissimo applauso. Non meno emozionante la seconda parte del concerto con l'Orchestra diretta da Veneri che ha eseguito la "Preghiera degli Alpini", dedicata al "Sergente nella neve" di Rigoni Stern, l'"Ave Maria", il "Panis angelicus", sino allo splendente "Magnificat" composto dallo stesso Veneri. Una manifestazione davvero memorabile.
"Volevamo ricordare il 90° della Grande Guerra in una maniera diversa dal solito", spiega Pileggi. Scommesse vinta, suggellata da un grande finale che poteva sembrare studiato a tavolino. Quando anche l'ultima nota s'è smorzata e l'anfiteatro che circonda Maria Dolens si doveva illuminare a giorno, si è sentito il botto soffocato del cortocircuito che ha lasciato accese solo le lucette azzurre dell'orchestra. Un finale d'effetto, anche se non voluto, che purtroppo ha penalizzato la raccolta do offerte a favore di "Emergency" e del progetto "Mille voci per Anabah) (centro di maternità gestito dall'organizzazione di medici senza frontiere). (a.e.)
da il TRENTINO 02/09/2008
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